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Ott
08
2011

MTBexplorer - Gallerie

Gallerie

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Fabio MTBexplorer Bertipagani

“… la negazione oggettiva dei miti terrestri: il marinaio delude l’adolescente che l’interroga, ansioso, sui paradisi che lui ha potuto contemplare.”

Manuel Vasquez Montalban

Gran parte delle fotografie sono diapositive scattate con una semplice reflex, se non sbaglio yashica, ora non esiste più. Il continuo peregrinare per il mondo nello zaino ne ha minato per sempre la salute, tanto che era arrivato il momento che rigava le pellicole ( e se consulterete le gallerie ne troverete qualche esempio).

Molte immagini hanno colori strani e sorprendenti: si tratta comunque dei colori reali dell’immagine dovuti alla sensibilità della pellicola, agli errori dello scatto da parte del sottoscritto e al risultato della scannerizzazione che non sempre cattura in maniera impeccabile le DIA. Alcune volte il risultato è stato interessante, altre (la maggior parte…) un disastro, ma chiaramente quelle foto non le troverete. Le uniche modifiche effettuate sono state dei tagli per consentire di focalizzare meglio i soggetti, un "vezzo d'artista"(?), riconoscerete immediatamente queste immagini, hanno delle dimensioni inconsuete, i risultati sono a mio avviso piacevoli.

I viaggi si non tenuti la gran parte negli anni ’90 e nei primi anni 2000. Forse non era così avventuroso come gli anni 60-70 ma era un periodo  pieno di eccitazione per un viaggiatore. Per la prima volta intere zone del pianeta si riappacificavano e uscivano dalle dittature ( si pensi all’area sudamericana, per es.) rendendone la visita meno problematica, anche burocraticamente. Il prezzo dei voli aerei erano ormai in costante calo mentre aumentavano le tratte utilizzabili e i collegamenti. Internet cominciava a diffondersi nelle masse ( e forse, ancora, qualche suo aspetto negativo non era emerso …) , il mondo sembrava stesse nel complesso migliorando … e io ero nel pieno della gioventù e del vigore fisico … purtroppo molte speranze di quegli anni furono solo illusioni …

I paesi in cui sono state scattate la maggior parte delle immagini sono quelli della fascia pacifica americana (cile, perù, messico …), argentina, i paesi himalayani (india, tibet , …), australia e il maghreb. Ovviamente il sito è in continuo divenire, quindi aggiungerò presto nuove immagini, scattate anche in europa …

Visioni

… la piana terminale era assopita in una foschia polverosa e in una luce infuocata dove i cavalli nuotavano e pascolavano. Cominciammo a superare greggi enormi e tende a cupola ricamate. Scorgemmo di sfuggita un tripudio di fiori azzurri e gialli e di cannoni dipinti sui muri di una moschea. I fianchi delle montagne erano immense quinte rocciose sulle nostre teste, i colori e la tessitura del suolo presero a farsi più aspri e cupi, finché fummo inghiottiti da una gola … volevamo cogliere almeno un bagliore dell’Amudarja, una cinquantina di chilometri a nord in territorio proibito. La pianura dell’Amudarja è un’immensa distesa desertica di quelle che si vedono nei sogni; la solcammo diretti a ovest per due e tre ore, con il naso fuori dal finestrino dell’auto come i cani nei giorni caldi. I pascoli del deserto scintillavano; il paesaggio era fulvo, con strisce verdi e blu in lontananza, dove si esauriva l’acqua delle montagne; non era uno scenario monotono sembrava piuttosto il mare, con eventi e visioni sporadiche come versi dell’Odissea, vaste greggi sparpagliate e, a un certo punto, anche una mandria di asini.(8)

 

Orizzonti

 

Selvaggi tempestosi tramonti sgorgavano con spumate di nuvole attraverso inconcepibili dirupi, con dietro tutte le sfumature rosate della speranza, e tale mi sentivo anch’io brillante e desolato oltre ogni dire. Dovunque terribili campi di ghiaccio e strisce di neve; un unico filo d’erba ondulante nel vento dell’infinito, ancorato a una roccia. A levante era grigio, a nord, orrendo; a ovest, folli duri come acciaio lottanti furibondi nella tristezza dei tristi; a sud la bruma di mio padre.(16)

 

Incontri

 

… nei deserti non possono esserci le fate, ma soltanto gli spettri delle fate: spiriti severi ed eccessivi come il djinn oppure la tempesta del deserto … mentre camminavamo il cielo di mezzanotte sbiadì fino a diventare indaco e una fascia turchese incominciò a risplendere lungo l’orizzonte orientale, come l’interno di un palazzo turco … mentre figure ammantate procedevano nella direzione opposta, come personaggi del Vecchio Testamento che andavano e tornavano dagli inferi … ”questa terra t’invita a sognare, non a parlare”.(11)

 

Storie

 

A volte mi capita di vedere qualcosa di così emozionante che so di non dovermi attardare. Guardalo e vai. Se rimani troppo a lungo, esaurisci l’impatto indescrivibile. Amalo, credici e vattene … ascoltai le turboeliche risuonare nel vento, sentii il soffio dello scirocco caldo, e in effetti i miei occhi percorsero lentamente le file e mi sentii immerso nella natura allo stato brado, il feroce vigore del clima del deserto e quelle vecchie macchine da guerra così potentemente ripensate, la coerente bellezza di quello che K. aveva fatto, e una volta visto tutto capii che non mi sarei fermato un minuto di più.(17)

 

Impressioni

 

Tutto era perfettamente immobile. Se l’aria si era fatta nera, il mare sembrava diventato solido. Inutile guardarsi in giro per scoprire un segno, per prevedere l’avvicinarsi del momento fatale. Quando fosse stato il tempo, le tenebre avrebbero sommerso silenziosamente quella poca luce stellare che ancora cadeva sul bastimento, e la fine di tutte le cose sarebbe giunta senza un sospiro, senza un fremito, senza un mormorio e tutti i nostri cuori avrebbero cessato di battere come pendole stanche.
Impossibile scacciare quel senso di fine. La quiete che mi sovrastava aveva già il sapore del nulla. Mi dava una specie di conforto , come se la mia anima si fosse ad un tratto riconciliata con un‘eterna e cieca immobilità.(7)

 

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