Notice
Ott
09
2012

Ritmo rallentato

Ultimo aggiornamento 10 Gennaio 2013 Scritto da Fabio MTBexplorer

Stampa

Ritmo rallentato.

L’odore dei tropici ha qualcosa di diverso e di cui subito cogliamo la graveolenza, la corposità vischiosa. Un odore che ci avverte che ci troviamo nel punto della terra dove una biologia esuberante e instancabile lavora, lavora, produce, prolifera e fiorisce senza sosta e senza sosta si ammala, si decompone, si tarla e marcisce.
È un odore di corpi surriscaldati e di pesce essiccato, di carne andata a male e di cassava tostata, di fiori freschi e di alghe fermentate: di cose al tempo stesso gradevoli e ripugnanti, attraenti e disgustose. Un odore che ci arriverà dai vicini palmizi, scaturirà dalla terra infuocata, aleggerà sui rigagnoli maleodoranti, della città senza mai abbandonarci: è una parte integrante dei tropici.
… la gente del posto … come sembrino fatte apposta per questo paesaggio, per questa luce, per questo odore. Come facciano un tutt’uno con essi. Come uomo e paesaggio formino un unicum inscindibile, armonioso e complementare. Come ogni razza sia connaturata al suo paesaggio al suo clima. Noi plasmiamo il nostro paesaggio ed esso a sua volta ci plasma i tratti del volto. Tra le palme, nella macchia e nella giungla, l’uomo bianco appare un elemento spurio, incongruo, dissonante: pallido, debole, la camicia madida di sudore, i capelli appiccicati, sempre tormentato dalla sete, da un senso d’impotenza, dalla malinconia. E sempre preda della paura: delle zanzare, dell’ameba, degli scorpioni, dei serpenti. Tutto ciò che si muove lo riempie di orrore … i locali, invece … dotati di una naturale grazia e resistenza, si muovono a loro agio e liberamente al ritmo imposto dal loro clima e dalla tradizione. Un ritmo rallentato che non conosce fretta: tanto nella vita non si può avere tutto. Altrimenti agli altri che resterebbe? (13)

www.mtbexplorer.com Immagini letterarie di viaggi

Joomla SEO powered by JoomSEF